Nel nuovo panorama del Terzo Settore, distinguere tra attività istituzionale (non commerciale) e attività commerciale non è solo una formalità contabile: è il confine che determina il regime fiscale dell'ente e la sua stessa natura.
La regola d'oro introdotta dal Codice del Terzo Settore (Art. 79) si basa sul principio di economicità. Ma come si applica correttamente il nuovo limite del 6%? E quali sono le eccezioni per ODV e APS?
1. La regola del "Margine di Tolleranza": Il limite del 6%
Un'attività di interesse generale (come un corso di formazione o un servizio socio-sanitario) si considera non commerciale quando i ricavi non superano i costi effettivi. Tuttavia, il legislatore ha previsto un "cuscinetto" per gestire gli avanzi tecnici.
Grazie alle modifiche del 2022, un'attività resta non commerciale se:
I ricavi non superano i costi effettivi per più del 6% per ciascun periodo d'imposta.
Questo margine del 6% può essere applicato per un massimo di tre periodi d'imposta consecutivi. Se superi questa soglia, o se lo sforamento avviene per il quarto anno di fila, l'attività diventa ufficialmente commerciale.
2. Le differenze tra i modelli: ODV vs APS vs Altri ETS
Il Codice del Terzo Settore non usa un metro uguale per tutti. Esistono delle "zone franche" che semplificano la vita a ODV e APS:
Fattore di calcoloODV (Organizzazioni di Volontariato)APS (Associazioni Promozione Sociale)Altri ETS (Fondazioni, Imprese Sociali, ecc.)Quote associativeSempre non commerciali.Sempre non commerciali.Sempre non commerciali.Servizi verso i sociSpesso considerati commerciali se dietro corrispettivo.Decommercializzati: i corrispettivi dai soci per attività istituzionali sono non commerciali.Considerati commerciali se dietro corrispettivo specifico.Somministrazione alimentiCommerciale (salvo marginalità).Agevolata: non commerciale se effettuata in sede per i soci e senza pubblicità esterna.Sempre commerciale.Raccolta fondiEsente se occasionale o tramite vendita di beni di modico valore.Esente se occasionale o tramite vendita di beni di modico valore.Esente se occasionale e svolta pubblicamente.
3. Come calcolare correttamente la commercialità?
Per non commettere errori nel bilancio, segui questi passaggi:
- Individua i Costi Diretti: Spese imputabili esclusivamente a quel servizio (es. materiali, compensi docenti).
- Ripartisci i Costi Indiretti: Una quota parte dell'affitto, delle utenze e delle spese di segreteria deve essere imputata all'attività seguendo criteri oggettivi (es. in base ai metri quadri usati o alle ore di attività).
- Applica il 6%: Verifica che i ricavi (rette, biglietti, quote di partecipazione) non eccedano la somma dei costi diretti e indiretti aumentata del 6%.
- Verifica la Prevalenza: Ricorda che un ETS è considerato "non commerciale" solo se le entrate istituzionali (non commerciali) sono superiori a quelle commerciali durante l'anno solare.
4. Attività Diverse: Il limite del 30% o 66%
Oltre alle attività di interesse generale, gli ETS possono svolgere "attività diverse" (come le sponsorizzazioni). Queste sono sempre commerciali, ma devono rimanere secondarie. Il calcolo deve rispettare uno di questi due limiti alternativi:
- Non devono superare il 30% delle entrate complessive.
- Oppure: Non devono superare il 66% dei costi complessivi dell'ente.
Consigli pratici per la gestione
- Tracciabilità: Mantieni una contabilità analitica che permetta di distinguere chiaramente i costi dedicati a ogni attività.
- Monitoraggio: Non aspettare la fine dell'anno. Controlla il rapporto costi/ricavi ogni trimestre per aggiustare il tiro.
- Statuto: Assicurati che le attività diverse siano espressamente previste nell'atto costitutivo o nello statuto.